PENSIERI #SECONDO

Il brutto di arrivare secondi è sapere che mancava pochissimo per essere primi. Io nella mia vita sono sempre arrivato secondo, vuoi per il poco impegno, vuoi per la sfortuna, vuoi per la testardaggine. Ho fatto un percorso, sono arrivato secondo. L’ho rifatto, conoscendo gli errori da evitare, gli ostacoli, sono arrivato nuovamente secondo. E non vi fidate di quelli che vi dicono che finchè non sbattete la testa non capirete mai. Non è cosi, io ne sono l’esempio.

Sono arrivato secondo così tante volte che ormai ho perso la voglia di arrivare primo. Non voglio più, non voglio essere il primo in nulla, non voglio essere il primo per nessuno. Perché sono stanco di correre, mi fanno male i piedi e mi fa male anche il cuore. Ho capito che non ne vale la pena, alla fine della corsa non troverai neppure il premio, nemmeno una medaglia di bronzo.

I primi sono sempre gli altri, quelli che fanno il minimo indispensabile, ma vengono elogiati ugualmente. Tu invece ci metti tutto l’impegno di questo mondo, ci metti il cuore, l’anima, ma nulla. Pensavo di avere un nuovo percorso da affrontare, una nuova vittoria, ma anche questa volta sono arrivato secondo. Sarò sempre l’eterno secondo.

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2 comments

  1. Kimwise · aprile 5, 2016

    Magari stai gareggiando nella competizione sbagliata: la tua gara deve essere la Vita, ed ora, pensaci, chi è che vuole arrivare per primo al traguardo? Nessuno. Tutti vogliamo essere competitivi, superare gli altri, ma dobbiamo capire che in una gara in cui il traguardo rappresenta la sconfitta, ed è inevitabile, arrivare primi non è il fattore determinante. Ciò che, a mio avviso, dà il senso a questa competizione è non arrivare soli, raggiungere il traguardo con chi corre al proprio passo: ci sarà sempre qualcuno migliore di noi e qualcuno peggiore, così come ci sarà sempre qualcuno uguale a noi.

    Non abbatterti se nella tua corsa ancora non sei riuscito ad affiancare persone che stanno al tuo passo, nonostante possa essere triste ad un certo punto guardarsi attorno e non trovare nessuno, ricorda che a volte è necessario rallentare per aspettare e a volte è opportuno accelerare per raggiungere: queste sono le scelte di cui sei padrone e che nessuno può toglierti.

    Inoltre, caro Giovanni, il desiderio di essere considerato speciale ed unico da qualcuno, nasce dalla reale necessità di essere riconosciuti per quel che si è. Se hai paura di esprimere la tua persona sappi che non puoi rivendicare questo senso di appartenenza se le tue qualità sono nascoste. Affronta la tua solitudine con serenità, rifletti su ciò che vorresti essere e su ciò che vorresti far apprezzare di te, questo significa scandire il proprio passo, e correre da soli serve proprio a questo: trovare il proprio ritmo. È il primo step da affrontare per poter restare in gara: l’equilibrio è ciò che ti permette di affrontare al meglio una gara di resistenza: la Vita.

    Buona fortuna, ti voglio bene.

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