EUTANASIA E TESTAMENTO BIOLOGICO

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Usare il termine testamento biologico è errato, in quando la definizione più appropriata sarebbe “Dichiarazione Anticipata di Trattamento”, cioè la volontà da parte di un soggetto di decidere, in condizione di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte per malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.

Nel momento in cui il soggetto non sia in grado di intendere e di volere, la decisione passa in mano ai congiunti di primo grado. Mi vorrei soffermare proprio su questo punto. E’ mai possibile che qualcuno, anche se molto vicino a noi, possa decidere il modo in cui devi vivere la tua vita? Non mi sembra il caso. Se il soggetto in questione però non ha dato alcuna direttiva in merito, questa è l’unica strada possibile. Ecco, introdurre il testamento biologico significherebbe “semplificare” anche il compito delle persone a te care che sono chiamate a decidere in momenti così delicati e particolari. Significherebbe decidere per la propria vita, decidere se accettare un “accanimento terapeutico” o lasciare che il destino faccia il proprio corso.

Ho prestato particolare attenzione a questo argomento nel momento in cui ho partecipato a una lezione di bioetica e qualche sera dopo ho visto il film “Il meglio di me”, dove uno dei personaggi, costretto su una sedia a rotelle, decide di porre fine alla sua vita scegliendo la strada dell’eutanasia. In quel momento mi sono chiesto cosa avrei fatto io al suo posto e ho pensato che forse avrei fatto la stessa cosa, anche se il personaggio era “solo” paralizzato ma ancora in una condizione di lucidità mentale, ma comunque non in grado di vivere a pieno la sua vita. Ho pensato che nel momento in cui la mia vita dovesse prendere una piega diversa, io non vorrei assolutamente essere costretto in un letto di ospedale, né tanto meno bloccare la vita delle persone a me care.

In Italia non esiste ancora una legge sul Testamento biologico, anche se abbiamo già una base che è la Convenzione di Oviedo che, con la legge del 2001, prevede anche la Dichiarazione Anticipata di Trattamento. Bisogna sottolineare però che tale Convenzione non è ancora stata ratificata dall’Italia, mentre paesi a noi vicini, come la Svizzera, sono considerati come l’ultima meta per trovare la propria volontà.

Io mi vorrei soffermare e vorrei far riflettere su un punto, a mio parere, fondamentale: è giusto dichiarare la propria volontà su beni materiali e non su un tema così delicato come la propria esistenza? Voi cosa ne pensate?

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3 comments

  1. valentinacams · dicembre 3, 2016

    Ciao Giovanni,
    io sono sempre stata dell’idea che l’unica cosa inalienabile che l’uomo possiede è la possibilità di scegliere per la propria vita. Sono perfettamente consapevole che prendere una decisione così importante può essere fonte di paura e di sofferenza, probabilmente più per la famiglia e gli amici che ci circondano che per noi. Nonostante ciò sono fortemente convinta che questa possibilità debba esserci data, in quanto uomini.
    buona serata

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  2. Chef V. · gennaio 11

    Padroni di sè stessi SEMPRE!

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