I’m here

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Non scrivo da tanto, lo so. Non l’ho fatto perché mi piace donare qualcosa e in tutto questo tempo ho pensato che quello che scrivevo non potesse servire a nessuno. Sono mesi intensi, nel frattempo ho preso una laurea e un cane, strano come solo il secondo abbia stravolto la mia vita. Sono successe tante cose, ma sono sempre lo stesso. Sogno troppo, troppo in grande. Ho capito tante cose. Ho capito che votare è importante, ma la democrazia è pericolosa. Ho capito che puoi dare tutto quello che vuoi, ma non devi aspettarti nulla. Ho capito che una corona di allora sulla testa non cambia la tua vita, ma devi combattere ogni giorno per arrivare dove vuoi e lo devi fare da solo. Ho capito che è più facile custodire che sbandierare ai quattro venti quello che pensi, tanto passerai sempre per la vittima di turno. Ho capito che amare non basta, devi fare i conti con tutto il resto, anche se ami tanto. La verità è che io non lo so cosa voglio. Non intendo dalla vita, quello no, ho dei progetti così grandi da far impallidire Kim Jong-un. Io intendo da me stesso. Ci sono giorni in cui nella mia stanza sto bene, non mi interessa cosa succede fuori, io sono al sicuro, ho il mio spazio vitale. Ci sono giorni in cui qualsiasi cosa mi tocca l’anima e detesto persino tutte quelle cose che amo più di me stesso. Io non lo so cosa sono. Sono un ibrido, mezzo stronzo e mezzo scemo. Perché stronzo? Perché convinco me stesso di dire sempre quello che penso, ma la maggior parte delle volte resto in silenzio, perché a me piace lo status quo, non mi piacciono i cambiamenti, mi spaventano, ma allo stesso tempo li amo, quando sono a mio favore però. Perché scemo? Proprio questa mia convinzione non mi permette di essere me stesso e allora implodo dentro, mentre vorrei urlare che siete tutti delle teste di cazzo. Perché quello sbagliato non posso essere sempre io. E quelle rare volte che dico quello che penso sono etichettato come sognatore e credulone. Come se sognare fosse una colpa poi. Vabbè, poi magari vi racconto anche cose belle, come quando mi sono sentito felice e innamorato, mentre in realtà ero sono felice.

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PERCHÈ NO

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Se avete letto la sezione “About me” del mio blog sarete a conoscenza del fatto che studio Scienze Politiche, quindi mi sento “quasi” in dovere di dire la mia su quello che è uno dei temi più scottanti di politica interna del nostro paese: il referendum costituzionale del 4 dicembre. Read More

PENSIERI #SECONDO

Il brutto di arrivare secondi è sapere che mancava pochissimo per essere primi. Io nella mia vita sono sempre arrivato secondo, vuoi per il poco impegno, vuoi per la sfortuna, vuoi per la testardaggine. Ho fatto un percorso, sono arrivato secondo. L’ho rifatto, conoscendo gli errori da evitare, gli ostacoli, sono arrivato nuovamente secondo. E non vi fidate di quelli che vi dicono che finchè non sbattete la testa non capirete mai. Non è cosi, io ne sono l’esempio. Read More

ODIO LE FAVOLE

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Ci sono giorni in cui la sua mancanza si fa sentire di più. Ci sono giorni in cui mi sembra di sentire la sua voce. Ci sono giorni in cui sento il profumo della sua pelle. E’ un qualcosa di così reale, quasi palpabile. Può essere una mancanza palpabile? Non succede quasi mai quando sono malinconico, la sua mancanza si fa sentire quando sono felice, quando sono felice mi manca di più. Mi ritrovo a fantasticare, a pensare come sarebbe stato fare la spesa, girare il mondo, vivere sotto lo stesso tetto, litigare.

E’ una costante, qualcosa di irrazionale, quasi di ossessivo. Delle volte, quando durante la giornata non mi passa per la mente, ormai quasi mi sento in colpa, come se non avessi fatto qualcosa. Proprio in quel momento mi domando se è amore, oppure un qualcosa di incompiuto. Tipo quando inizio a leggere un libro, poi lo lascio lì sul tavolino, a volte ci passo, lo guardo e mi sento in colpa. Ho desiderato così tanto comprarlo e poi non sono riuscito a finirlo, non c’è stato un finale.

E’ stato così anche tra di noi, un finale non c’è e più passano i giorni più cerco di autoconvincere me stesso che non ci sarà. Che poi è un qualcosa di così contorto, perché sono sicuro che se la riuscissi a riavere, non la vorrei più. E’ lo sfizio, il finale, quello manca. Però forse è proprio questo il bello, non aver avuto un finale, stare sempre con il pensiero fisso di come sarebbe potuta andare se. Però delle volte vorrei scriverle, per togliermi un peso “Ehi, secondo te come sarebbe andata?”, e se nel caso mi rispondesse sono sicuro che non leggerei, perché..

“Odio le favole
e il gran finale perché
quello che conta è
qualcosa per cui una fine non c’è”

Fonte foto: http://modernhepburn.tumblr.com/post/131267125811

San Valentino? Ma anche no.

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Oggi vorrei parlare di amore. Lo so a cosa state pensando, questo parla di amore il giorno di San Valentino, avanguardia pura. Ma San Valentino cosa, che in Italia non tutti possono amarsi come vogliono.

Siamo nel 2016 e in Italia se passeggi mano nella mano con il tuo compagno vieni etichettato come “frocio/lesbica”. Ma diciamo che questo è un qualcosa di “superabile”, nel senso, anche Mancini viene chiamato frocio, si incazza, ma poi passa.

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NON APRITE QUESTO BLOG!

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Da anni mi gira in testa l’idea di aprire un blog, forse perché vorrei ritagliare un piccolo spazio, qualcosa di solo mio. Sono sempre stato frenato, perché non ho il tempo, perché mi potrei scocciare e poi anche per una paura grammaticale, nel senso che se scrivi sul tuo profilo Facebook ti puoi permettere di sbagliare, se scrivi su un blog, no. Però poi mi sono detto, ma si Giovanni, buttati, rischia per una volta. Read More